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15 ottobre, 2018

L'Unione Europea vara le nuove BAT, Best Avaible Techniques per uno sviluppo sostenibile

Nei primi giorni di agosto sulla gazzetta ufficiale dell'Unione Europea sono comparse le cosiddette BAT, Best Available Techniques, e cioè standard di efficienza rinnovati per ridurre ulteriormente l'impatto ambientale dei grandi siti di trattamento dei rifiuti, sia pericolosi che non pericolosi, al fine di raggiungere definitivamente gli ambiziosi obiettivi europei di sviluppo sostenibile.

Le rinnovate conclusioni sulle migliori tecniche disponibili sono contenute nella delibera della Commissione Europea del 10 agosto 2018, n. 2018/1147/UE. Al di là della loro importanza per il flusso europeo del trattamento dei rifiuti, queste si trovano necessariamente a svolgere anche un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi della politica europea in materia di gestione dei rifiuti e dell'ambiente[1].

Le conclusioni sulle BAT forniscono alle amministrazioni nazionali le fondamenta, tecniche e pratiche, per stabilire le condizioni attraverso le quali poter rilasciare l’autorizzazione agli impianti di trattamento rifiuti.

Questo documento punta a chiarire quali sono i metodi e le tecnologie migliori per quanto riguarda l'applicazione ai processi produttivi, e si pongono come un documento fondamentale per tutti i Paesi dell'Unione Europea. Si tratta infatti di nuove misure che, secondo una stima della Commissione Europea, raggiungeranno all'incirca 4mila imprese lungo tutto il Continente.

"Le tecniche elencate nella decisione non sono né prescrittive né esaustive e il legislatore europeo precisa che è possibile utilizzare altre tecniche, che garantiscano livello quanto meno equivalente di protezione dell’ambiente" ha dichiarato Tiziana Cefis, consulente ambientale per lo studio Te.A. Consulting. "Tuttavia", ha poi aggiunto, " la decisione fornisce alle autorità nazionali competenti le tecniche di riferimento per stabilire le condizioni di base per rilasciare le autorizzazioni per diverse installazioni IPPC relative ad attività di gestione dei rifiuti. Gli impianti esistenti avranno quattro anni di tempo per adeguarsi alle nuove BAT".

Il tutto ha naturalmente lo scopo di ridurre le emissioni, ma sviluppa un tema trasversale che finisce per interessare anche altre questioni ambientali, quali ad esempio l'efficienza energetica e delle risorse (focalizzando l'attenzione sul consumo dell'acqua e sul recupero e riutilizzo dei materiali), e la prevenzione degli incidenti (come, ad esempio, gli incendi nei centri di stoccaggio che nell'ultimo periodo si presentano come un fenomeno purtroppo emergenziale in Italia).

Questo diktat europeo contiene dunque cinquantatré conclusioni nei confronti delle BAT, dove si enunciano le condizioni per autorizzare una grande fetta dei processi operativi. Tra questi lo smaltimento o il recupero dei rifiuti pericolosi con capacità superiore ai 10Mg al giorno, lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 50Mg, il recupero di materiale non pericoloso al di sopra dei 75Mg al giorno, il deposito temporaneo di rifiuti pericolosi con capacità totale oltre i 50Mg, così come il trattamento e la gestione indipendente delle acque reflue provenienti da un'installazione delegata a uno dei processi precedenti. In aggiunta, si assiste al primo caso in cui vengono indicate in Europa le tecniche più funzionali per le emissioni nell'acqua e nell'aria derivanti dal trattamento meccanico dei rifiuti da quello aerobico[2].

Il documento, come ho già detto, contiene cinquantatré singole conclusioni sulle BAT, delle quali ventiquattro sono riferite al settore nel suo insieme, mentre le altre ventinove si applicano agli impianti di lavorazione dei rifiuti e riguardano i trattamenti meccanici, biologici e fisico-chimici, oltre naturalmente al trattamento dei rifiuti liquidi a componente acquosa. A ricevere nuove linee guida sono anche gli impianti di trattamento delle acque reflue indipendenti, essendo questi effluenti in maggior parte derivanti dagli impianti di trattamento dei rifiuti.

Nei confronti delle emissioni atmosferiche le conclusioni sulle BAT si riferiscono ad una serie di tecniche quali, ad esempio, la copertura di apparecchiature con l'obiettivo di ridurre le concentrazioni inquinanti emesse. I BAT-AEL si sono proprio mirati alle polveri, ai composti organici che si disperdono nell'aria, l'ammoniaca, il mercurio, l'acido cloridrico, i clorofluorocarburi o più semplicemente all'odore. Per quanto riguarda le emissioni nell'acqua, invece, le suddette conclusioni si concentrano sui metodi per aumentare al massimo il risparmio idrico e ottimizzare l'utilizzo di acqua, alla sua re-immissione nel ciclo di consumo e di produzione, così come all'indispensabile separazione dei flussi di acque reflue in base al loro contenuto di materiale inquinante.

Nel documento si evince anche un'altra cosa importante per chi fa impresa in questo settore, e cioè che per gli impianti autorizzati prima della pubblicazione sulla Guce delle conclusioni sulle BAT restano quattro anni limite per adeguarsi e rispettare i nuovi standard. Mentre, ovviamente, per le imprese che si affacciano ora al settore è obbligatorio rientrarci fin da subito[3].

Alla nostra rete imprenditoriale del settore è quindi chiesto un ulteriore sforzo, al fine di preservare l'ambiente e di dotare i territori di attori validi che mirano all'ecosostenibilità. Così come da sempre punta a fare il Gruppo Green Holding, che proprio per questo motivo mantiene una visione a 360° dell'intero flusso di gestione andando a ottimizzare ogni processo o passaggio attraverso la migliore innovazione tecnologica e gli alti standard qualitativi.

Marco Sperandio