564 Marco Sperandio Articoli
10 luglio, 2018

Dalmine: il territorio a scuola di economia circolare

Come presidente del C.d.A. dell'impianto Rea Dalmine S.p.A non posso esimermi dal porre l'attenzione sui cambiamenti di sistema, soprattutto se parliamo delle norme ambientali che regolano il nostro settore e, a cascata, tutto l'impatto ambientale che ha la gestione del trattamento dei rifiuti.

Stiamo infatti assistendo ad un cambio di paradigma, che ci trasporta da un modello gestionale lineare ad una visione invece circolare, incentrata sulla riabilitazione e il riutilizzo di materiali e aree di scarto.

Questo è stato, tra l'altro, il tema del convegno tenuto da Bergamo Sviluppo al Point di Dalmine lo scorso ottobre, nel quale si sono dettate le linee di quella che è definita l'impresa 4.0, e soprattutto di questa nuova concezione di economia[1]. Si è mostrato come l'impiego di risorse in modo più efficiente ha rappresentato per molte realtà un importante incremento economico. A riprova di tutto ciò sono stati esposti i successi realizzati in questi ambiti dalle start-up più innovative, per dimostrare come i nuovi modelli di economia circolare e collaborativa possono generare evidenti impatti positivi dal punto di vista ambientale, sociale ed economico[2].

E' importante per le istituzioni, per i cittadini e soprattutto per le imprese, quindi, entrare a conoscenza dei meccanismi etici e normativi che muovono la gestione presente e futura dei materiali, sia per non rimanere indietro ed incorrere in sanzioni, sia soprattutto per arrecare il minor danno possibile all'ambiente e al benessere di chi ci vive.

Per le stesse ragioni mi preme sottolineare come, sempre lo scorso anno a novembre, anche Ambienthesis S.p.A. abbia partecipato alla ventunesima edizione della Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile Ecomondo 2017 con un proprio spazio espositivo[3]. Questo meeting rappresenta senza dubbio un appuntamento di riferimento per la green and circular economy per quanto riguarda i Paesi Europei del Mediterraneo. Si declina in un evento internazionale in grado di riunire gran parte degli attori territoriali che hanno a che fare con l'economia circolare, da chi si occupa di gestione e lavorazione dei rifiuti a chi tratta nuovi modelli di sviluppo sostenibile, al fine di creare un network tra tutte le aziende leader di mercato, conoscere e confrontare i trend, le innovazioni e le nuove tecnologie[4].

Tutto ciò è dovuto sicuramente al fatto che in questo settore l’Italia si pone ai primi posti in Europa, in particolare nell’efficienza energetica, nel riciclo dei rifiuti e nella produttività delle risorse. Una posizione virtuosa che, però, fa ancora troppo spesso i conti con una mancanza di programmazione sul medio-lungo termine per quanto riguarda la gestione dei rifiuti da trattare.

Siamo proprio per questo chiamati a compiere uno sforzo maggiore, un adeguamento di sistema che ci renderebbe in linea con la Normativa Europea che all'inizio del 2018 ha decretato, tra gli obiettivi, la riduzione 30% del consumo di materie prime, quella del 50% delle emissioni totali di gas a effetto serra, la crescita del 5% del PIL, oltre che la creazione di oltre un milione di posti di lavoro entro il 2030.[5]

Marco Sperandio